FAQ

Sezione dedicata ad approfondmenti, a cura del Dott. Antonio Grassi

Domande frequenti per l’ernia inguinale

L’ernia inguinale deve essere sempre trattata chirurgicamente per una guarigione definitiva in assenza, comunque, di patologie importanti che possano controindicare l’intervento stesso.
L’intervento è comunque sempre indicato anche se l’ernia è asintomatica per prevenire la complicanza temibile dello strozzamento.
Consiglio l’uso di mutande elastiche che devono essere indossate da sdraiato con lo scopo di tamponare, in modo temporaneo, l’uscita dell’ernia quando si è in piedi, e soprattutto di evitare sforzi importanti che aumentano all’improvviso la pressione intraddominale.
L’intervento di ernioplastica inguinale è eseguibile anche in laparoscopia ma con indicazioni ben precise; comunque, secondo me, è preferibile il classico intervento.
L’intervento in laparoscopia viene eseguito sempre in anestesia generale, si accede in cavità addominale per ridurre l’ernia dall’interno e posizionare la protesi dal di dietro del difetto.
L’intervento viene eseguito in anestesia locale o loco-regionale in regime di Day-Hospital; ciò significa che in Ospedale si rimane un solo giorno e si viene dimessi qualche ora dopo l’operazione se non sussistono controindicazioni.
La parte operata e, in generale, la regione inguinale ed il fianco del lato operato rimangono indolori per alcune ore dopo l’intervento. Dopo l’effetto dell’anestesia, comparirà dolenzia o senso di peso che verranno trattati con somministrazione di antidolorifici.
La tolleranza e la soglia del dolore variano sensibilmente da paziente a paziente, perciò qualcuno necessiterà di dosi maggiori di analgesici mentre altri no.
I pazienti operati di ernia bilaterale o inguino-scrotale avranno in genere più dolore nel post-operatorio. E’ normale sentire dolore durante i cambi di posizione, ovvero dalla posizione sdraiata a seduta e da questa alla posizione eretta e viceversa. Una volta assunta la posizione desiderata il dolore regredirà gradualmente. Il dolore diminuirà progressivamente giorno dopo giorno. E’ da sottolineare come una modesta attività fisica attenui, nonché favorisca la più rapida scomparsa del dolore. Pertanto è opportuno che il paziente, nell’immediato post-operatorio e nei giorni successivi, cammini quanto più possibile a meno di altre indicazione del chirurgo.

Nel periodo post-operatorio il paziente potrà mangiare evitando cibi pesanti. Dovrà bere due litri di acqua al giorno al fine di favorire l’alvo. Consiglio di applicare una borsa di ghiaccio sulla regione interessata per le prime ore. La medicazione e la rimozione dei punti verrà eseguita dopo circa 8 giorni dall’intervento.
Dopo l’intervento e nei giorni successivi, il paziente potrà, ma non necessariamente, osservare una serie di possibili situazioni:
• Ecchimosi (colorazione blu-nerastra) sulla pelle della regione pubica, sul fianco, sullo scroto, sulla radice dell’organo genitale: tende a scomparire in un paio di settimane;
• Gonfiore talvolta molto evidente nelle stesse regioni: regredisce dopo una settimana;
• Durezza della ferita: reazione cicatriziale alla protesi, scompare nel giro di uno-due mesi;
• Qualche goccia di sangue sulla medicazione;
• Giramento di testa ed eventuale svenimento: si tratta di un riflesso nervoso di tipo vagale che scomparirà mettendosi sdraiati sul letto o in terra con i piedi sollevati. E’ una situazione non frequente che si può verificare nell’immediato post-operatorio;

Tali situazioni sono assolutamente normali e previste. Non devono generare nessuna preoccupazione se presenti nella forma descritta. Qualora alcune di queste situazioni dovessero assumere dimensioni notevoli (febbre a 39° con brividi di freddo e/o tremori, dolore intenso e insopportabile, gonfiore abnorme, franco sanguinamento della ferita) il paziente dovrà presentarsi in Ospedale.
Possono essere presenti dopo l’intervento lievi bruciori, piccole fitte, e mancanza di sensibilità: tali effetti si attenueranno sino a scomparire nel giro di alcune settimane.
Dopo l’intervento consiglio la ripresa delle normali attività quotidiane evitando sforzi eccessivi, e dopo circa due mesi, riprendere anche l’attività sportiva o quella quotidiana più intensa. Questo in teoria è il tempo necessario che la protesi si integri con i tessuti.
No, non viene avvertita.
Può succedere di avvertire una dolenzia cronica che si potrà acutizzare in momenti particolari conseguenza dell’intervento e trattabile con antinfiammatori.
Purtroppo si. Qualsiasi tipo di tecnica chirurgica annovera una minima percentuale di recidive. Anche se con l’utilizzo delle protesi la percentuale si è notevolmente ridotta rispetto alle tecniche che non prevedono l’uso delle protesi.